Problemi di interpretazione dell’art 2 C.P. con riferimento a 1°, 2° e 3°

“Successione di leggi penali nel tempo”. Essa si ha quando una fattispecie concreta si riporti per intero sotto la qualificazione discendente da due o più regole, l’una consecutiva all’altra. Analizziamo ora la nota che accomuna la vicenda di successione nel tempo alla situazione ex 15 C.P. In ambo i casi la domanda su quale sia la disposizione da applicare nasce dal fatto che la fattispecie concreta (cioè la stessa materia) sembra esser disciplinata da più regole, ma nel caso di successione di leggi nel tempo le regole si presentano in sequenza cronologica, nell’ipotesi ex 15 le regole che vengono in discussione sono tutte contemporaneamente vigenti. Ora però il rapporto tra più regole (in entrambi i casi) può passare anche attraverso un rapporto di cosiddetta ” specialità in astratto”, ma questa è una mera eventualità della vicenda di successione normativa, ed è estranea al disposto del 15. In pratica la specialità in astratto regola un rapporto lineare tra regole, mentre il 15 opera quando questo rapporto tra regole sarà “triangolare” (più regole convergenti in quanto tutte idonee ad operare una compiuta qualificazione dello stesso fatto concreto). Riguardo al rapporto della specialità in astratto col 2 C.P. Sicuramente specialità in astratto=rapporto di continenza tra nuova e vecchia fattispecie (la nuova regola intaglia una porzione di realtà comune a quella precedente), ma questo rapporto non è una costante della successione di regole. esempio: ex 2 3° C.P. la disposizione più favorevole, in luogo di una sanzione detentiva e pecuniaria, può esser solo quella pecuniaria. Se al termine fattispecie è conservato il significato di complesso di elementi condizionanti l’effetto o gli effetti giuridici, in questa ipotesi la fattispecie rimane immutata, non subendo alcuna delimitazione a cagione di elementi specificanti.

Il 3° 2 C.P. parla di leggi “le cui disposizioni sono più favorevoli”. Questo porterebbe a prendere in considerazione, ai fini che qui ci interessano, i micro sistemi normativi concernenti la stessa fattispecie, in quanto la regola ex 2 C.P. parla di disposizioni (al plurale). per Gallo il plurale è usato per ricomprendere quelle regolamentazioni che constano di più disposizioni, ed è in rapporto a ognuna di queste che va effettuato il giudizio di maggior favore.

Problemi di interpretazione dell’art 2 C.P. con riferimento a 1°, 2° e 3° ultima modifica: 2011-12-29T17:07:43+00:00 da admin
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