L’assistenza spirituale negli istituti di detenzione e di pena. L’assistenza spirituale negli ospedali e nelle case di cura

L’assistenza spirituale negli istituti di detenzione e di pena

Il trattamento penitenziario comprende anche la religione → i ministri di qualsiasi confessione sono liberi di svolgere la propria missione pastorale → i detenuti possono praticare il culto tranne per cose contrarie alla legge. La legge differenzia la cattolica da tutte le altre: per la cattolica la celebrazione del rito è assicurata da uno o più cappellani stabili nella struttura → impiego pubblico non di ruolo

Per le confessioni diverse vengono messi a disposizione locali idonei a richiesta dei detenuti o per iniziativa dei sacerdoti che hanno libero accesso alle carceri. Garantito anche ai condannati all’ergastolo e a chi è sottoposto a misura alternativa di detenzione

L’assistenza spirituale negli ospedali e nelle case di cura

E’ assicurata assistenza, l’azienda sanitaria prende delle intese con le autorità ecclesiastiche (per la cattolica sono le diocesi). Per la cattolica ci sono i cappellani ospedalieri con rapporto di pubblico impiego gestito dall’inps. L’ospedale inoltra le richieste alla direzione sanitaria che reperisce i sacerdoti.. L’onere economico è a carico dell’ente ospedaliero, tranne che per cappellani ospedalieri. E’ assicurato anche negli enti privati Alcuni ospedali evangelici per intese con la tavola valdese non sono tenuti a dare assistenza ma lasciano libertà di assistenza senza accollarsene l’onere.

L’assistenza spirituale negli istituti di detenzione e di pena. L’assistenza spirituale negli ospedali e nelle case di cura ultima modifica: 2013-07-24T17:28:53+01:00 da admin
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