L’ambiguità del concetto di diritto umano

Un’interessante denuncia di questo limite del valore del diritto umano si ritrova in Bentham che denuncia le fallacie di questo valore che può pregiudicare un dibattito politico e giuridico costruttivo.

Bentham, denuncia la “vaghezza” terminologica delle dichiarazioni dei diritti umani, che rende questi ultimi opinioni comuni apparenti, diretti ad “inquinare” un corretto argomentare.

L’errore, la fallacia, è causato dall’intrecciarsi di vari significati nascosti nel richiamo evocativo alla tutela dei diritti dell’uomo ed è facilmente individuabile nel momento in cui si cerca da dare una risposta a 2 precisi quesiti: quello relativo alla titolarità dei diritti umani e quello relativo al loro  contenuto.

Per quanto riguarda il primo quesito, quello della titolarità l’ambiguità sottesa al valore del diritto dell’uomo appare evidente non appena si pongono alcune domande : chi è titolare dei diritti umani? Da quando si diventa titolari di tali diritti? Quale diritto quindi spetta al feto o all’embrione? Insomma non appena si inizia a distinguere iniziano le discussioni!

Quindi come dicevamo i diritti dell’uomo portano in realtà ad ambiguità se vengono posti a fondamento delle tesi per individuare il limite delle biotecnologia. In particolare tale ambiguità e vaghezza emerge analizzando uno di questi diritti dell’uomo: il diritto alla vita. Diritto che è spesso posto a fondamento del dibattito bioetico in tema di “dolce morte” e di procreazione.

L’ambiguità del concetto di diritto umano ultima modifica: 2014-02-14T19:43:35+00:00 da admin
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