La persona: un éndoxon condiviso ma ambiguo

Molti di coloro che ritengono lecito ogni modalità di fecondazione assistita ritengono che la persona sia un valore intangibile ma allo stesso tempo affermano che non tutti gli individui di genere umani possano essere qualificati come persone.

Si distingue tra persona ed individuo. Distinzione che consentirebbe di assicurare diversa tutela a chi è già persona e a chi persona non sia ancora o mai lo diventerà. Distinzione che può offrire una risposta al problema visto nel cap. 2 cioè su quando sorge la titolarità del diritto di cui si pretende il godimento.

E’ quindi necessario analizzare anche questo terzo endoxon anche perché sotto l’ “etichetta” del valore della persona si nascondono significati diversi, a volte opposti.

Comunque il rispetto dovuto alla persona, nella sua dignità, è uno dei punti fondamentali del dibattito bioetico. Anche perché nel concetto di persona si incarnano i fondamentali diritti soggettivi riconosciuti dalla nostra Costituzione: art. 1 ad es. intende il significato della libertà personale come libertà della persona.

Alpa afferma che il giurista può affrontare le questioni bioetiche e rintracciare convincenti soluzioni ricorrendo “allo strumentario giuridico esistente” infatti vi si trovano clausole generali, nozioni, formulazioni normative che consentono all’interprete di ricondurre alle norme i fenomeni indagati, nuovi, complessi e problematici. L’esempio più semplice è quello della nozione di dignità umana che costituisce il limite indicabile ad ogni intervento legislativo o amministrativo, ma anche alla creazione giurisprudenziale di regole che riguardino la persona.

La stessa convenzione di Oviedo, il c.d. manifesto della bioetica universale, quando parla della supremazia da attribuirsi all’essere umano si riferisce  al “principio del rispetto della persona”, riconoscendo così quella che è stata definita come l’ anima della cultura europea cioè la tradizione personalistica nelle sue varie interpetrazioni. Anima che si è riversata anche nella Carta Europea dei Diritti, Nizza 2000, ove si consacra il principio della dignità della persona, si afferma l’intangibilità del diritto alla vita, e si sostiene la proibizione delle pratiche eugenetiche, l’ importanza di un consenso informato del paziente, il divieto di trarre profitto dal corpo umano, la proibizione della clonazione riproduttiva tra esseri umani.

Il concetto di dignità della persona umana lo ritroviamo anche nel linguaggio costituzionale nordamericano, qui richiama però una “nozione soggettiva” il cui significato è definito dallo stesso individuo che ne è portatore e che fonda il diritto alla privatezza delle decisioni in merito alle proprie vicende esistenziali.

Così intesa la dignità è tipica delle sole persone in grado di esercitare la loro autonomia, mentre nelle tradizioni europee e nella Convenzione di Oviedo è intesa come valore che pertinente ad ogni uomo e che nessuno può dismettere. Si tratta di un monito di fondamentale importanza anche nella nostra Costituzione, ove si afferma il principio della dignità della persona ancor prima di quello dell’eguaglianza. Insomma il concetto di persona è a livello europeo e italiano fortemente radicato e qundi può apparire come punto di partenza ideale per l’argomentazione in campo bioetico.

Come L.Palazzani ha sottolineato, il riferimento al concetto di persona coincide con il riconoscimento di una soggettività morale e giuridica.. Cioè la persona indica il soggetto degno di rispetto e meritevole di tutela.

 Però si tratta di un riconoscimento che attiene ad un valore fondamentale ma sicuramente condiviso dalla comunità ma avvertito talvolta in modo conflittuale, questa per molti è dovuta alla “vaghezza” del concetto di persona.

Infatti Il valore dato al concetto di “rispetto della persona” anche se richiamato nei più importanti testi giuridici e visto come irrinunciabile dai più, è ormai divenuto una sorta di etichetta adattabile ed applicabile a concezioni eterogenee ed in diversi contesti. Questo avverrebbe perché tutti o quasi sono concordi nel fissare il confine delle azioni manipolative lecite ed illecite nel riconoscimento della persona,considerando leciti i comportamenti che non ledono il valore e i diritti della persona, e non leciti quelli che non la rispettano, ma non tutti sono d’accordo nel modo di concepire la persona.

Infatti il valore “persona” è ormai un concetto ambiguo e quindi un endoxon  apparente poichè chi lo richiama presume di potersi appellare ad un concetto immediato e intuitivo nel ritenere solo la persona meritevole di tutela ma in realtà “persona” non è oggi più sinonimo di “essere umano”

Quindi non si può dare per scontata la piena adesione al riconoscimento della “dignità della persona” e dei “diritti della persona”, dietro queste espressioni si nascondono pericolosi equivoci e drammatiche questioni.

La persona: un éndoxon condiviso ma ambiguo ultima modifica: 2014-02-14T19:53:06+00:00 da admin
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