Dalla riforma del 1973 alla riforma del 2003 per le imposte sui redditi

Dalla riforma del 1973 alla riforma del 2003

Fino alla fine degli anni ’60, il nostro sistema delle imposte sui redditi era ancora fondato su una pluralità di imposte reali e proporzionali, la cui genesi risaliva agli inizi dell’unità d’Italia, e che colpivano i singoli redditi, sia delle persone fisiche che delle società o di Enti non societari. A queste imposte sui redditi si è poi aggiunta, nel 1923, un’imposta personale complementare sul reddito delle persone fisiche, caratterizzata da aliquote progressive, e giustificata dall’intento di introdurre elementi di equità anche verticale nell’imposizione dei redditi; successivamente, nel 1954, si è aggiunta un’imposta sulle società di capitali, motivata dall’intento di contenere i vantaggi che il ricorso a quella forma giuridica d’impresa consentiva di realizzare, evitando l’assoggettamento all’imposta complementare progressiva, in capo ai soci, degli utili realizzati e non distribuiti. Nei primi anni ’70, il sistema tributario italiano venne totalmente ridisegnato, e assunse un assetto che ancora oggi permane in larga misura. Nel campo delle imposte sui redditi si ha un ribaltamento del rapporto tra imposte reali e quelle personali. Infatti, le precedenti imposte vengono sostituite da tre importanti tributi:

  • L’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), come imposta personale e progressiva sul reddito complessivo delle persone fisiche;
  • L’IRPEG (imposta sul reddito delle persone giuridiche), come imposta personale e proporzionale, sul reddito complessivo delle società di capitali e degli altri Enti pubblici e privati;
  • L’ILOR (imposta locale sui redditi) come imposta di natura reale, a carico delle persone sia fisiche che giuridiche, ma che grava esclusivamente sui redditi di natura totalmente o parzialmente patrimoniale (e non sui redditi di lavoro).

Questo sistema in un certo senso viene completato nel 1977 con l’introduzione del credito d’imposta sui dividendi, che si fondava sull’intenzione di eliminare ogni forma di doppia imposizione (prima in capo alla società e poi in capo al socio) sugli utili distribuiti dalle società di capitali.

Nel corso degli anni ‘ 90 vengono istituite prima (nel 1992) l’ICI (imposta comunale sugli immobili) e poi (nel 1997) l’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive).

Infine, nel 2003 è stata attuata una nuova ed ampia Riforma del sistema tributario italiano. Questa riforma ha però trovato attuazione solo nel campo delle imposte sui redditi la principale novità introdotta con questa riforma è la sostituzione dell’IRPEG con l’IRES (imposta sul reddito delle società). Queste innovazioni introdotte con la riforma del 2003, sono dovute ai mutamenti socioeconomici indotti dal fenomeno della globalizzazione dell’economia. Tali innovazioni hanno operato in due direzioni:

  • Notevole attenuazione della progressività dell’IRPEF e un complessivo ritorno alle forme impositive di tipi reale e proporzionale;
  • Introduzione di una disciplina dei redditi societari più idonea alle particolarità dei rapporti economici di natura transnazionale.

 

Pluralità  delle imposte sui redditi e unitarietà  del sistema impositivo

  • La disciplina delle imposte sui redditi è contenuta nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Esso è suddiviso in tre titoli:

    • Il primo contiene la disciplina dell’IRPEF, che è un’imposta personale e progressiva sul reddito complessivo delle persone fisiche (aliquote che vanno dal 23% al 43%);
    • Il secondo contiene la disciplina dell’IRES, che è un’imposta proporzionale sul reddito complessivo delle società di capitali e di una vasta area di altri Enti pubblici e privati (aliquota del 33%);
    • Il terzo contiene norme particolari riferibili sia all’IRPEF che all’IRES.
Dalla riforma del 1973 alla riforma del 2003 per le imposte sui redditi ultima modifica: 2013-06-22T00:15:16+01:00 da admin

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