Gli elementi positivi costruiti negativamente

Ci sono dei casi in cui un elemento essenziale del fatto possa avere contenuto negativo: in pratica si esige che un certo dato non sia posto in essere. Se invece questo dato si verifica, non si realizza il fatto (esempio: l’ingresso abusivo del fondo altrui per cui è necessario che l’agente agisca senza necessità). Emerge quindi la differenza che intercorre tra questi elementi positivi (costruiti negativamente) e gli elementi negativi (coincidenti con le scriminanti): nel 1° caso il fatto giuridico rilevante è costituito dalla mancanza di consenso, giusta causa, necessità ecc., nel 2° caso il fatto giuridico è dato da situazione di legittima difesa, stato necessità, esercizio del diritte così via.

Tecniche di accertamento. Rispetto agli elementi positivi a contenuto negativo il giudice dovrà specificatamente enunciare le ragioni per cui si realizza il requisito costruito negativamente della mancanza di consenso, giusta causa, necessità: deve quindi spiegare perchè non ritiene presente una situazione è che l’inverso dell’elemento tipico ed è ciò che si fa in ordine ad ogni altro elemento positivo che sia però costruito positivamente a cui quindi andranno evidenziate le ragioni in base a cui lo si ritiene esistente escludendone la mancanza. Riguardo agli elementi positivi costruiti negativamente il giudice non è tenuto a provare la mancanza di ogni situazione scriminante, quindi procederà alla relativa disamina solo se nel processo siano acquisiti elementi che giustifichino la possibilità di un ragionevole dubbio sull’esistenza di un’esimente.

Gli elementi positivi costruiti negativamente ultima modifica: 2012-01-05T17:17:45+00:00 da admin
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