La disciplina del commercio internazionale

Negli anni successivi alla nascita della Comunità Internazionale, all’interno delle politiche economiche degli Stati, si manifestarono due tendenze contrapposte:

  • il      libero commercio, promosso dai paesi dotati di industrie fortemente sviluppate,      sostenendo la necessità di eliminare qualsiasi impedimento ed ostacolo al      libero scambio.
  • Il      protezionismo, promosso dagli Stati il cui scopo era quello di salvaguardare      il proprio sviluppo erigendo delle barriere al commercio ed imponendo dei      dazi doganali.

Dopo un periodo dominato da una politica fortemente protezionistica nel campo del commercio internazionale a causa della crisi economica del primo dopo guerra, gli Stati Uniti sostenitori dei principi del libero mercato, alla fine della seconda guerra mondiale, proposero la creazione di tre importanti istituzioni internazionali, destinate rispettivamente a controllare i pagamenti internazionali, i movimenti di capitali ed il commercio.

Alla prima istituzione Fondo Monetario Internazionale (FMI) furono conferiti due compiti principali:

  1. garantire      la stabilità monetaria internazionale, evitando che gli Stati adottassero      misure monetarie al fine di proteggere la propria economica a scapito di      Stati terzi;
  2. aiutare      a finanziare i deficit degli Stati membri.

La seconda istituzione Banca Internazionale perla Ricostruzionee lo Sviluppo (BIRS) fu creata con lo scopo di raccogliere capitali da fonti private sul mercato internazionale per poi finanziare gli Stati maggiormente bisognosi di investimenti.

La terza istituzione fu l’Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio (GATT), stipulato allo scopo di liberalizzare gli scambi economici internazionali, abolendo progressivamente le barriere e le tariffe doganali, nonché di agevolare l’espansione del commercio mondiale, favorirle la piena occupazione e l’aumento della produzione nonché l’utilizzazione ottimale delle risorse mondiali.

A differenza del FMI e della BIRS il GATT non dette vita ad alcuna organizzazione internazionale. Fin dalle sue origini il GATT fu contrassegnato da imperfezioni e carenze istituzionali, concepito come un accordo multilaterale provvisorio era privo di efficacia diretta e vincolate per gli Stati.

Tali limiti fecero emergere la necessità di una riforma istituzionale del sistema, avviando cosi un ciclo di negoziati commerciali multilaterali che portarono alla creazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) dotata di una struttura organizzativa più solida eliminando la clausola dell’applicazione provvisoria del GATT che esentava gli Stati dall’obbligo di adattare le loro legislazioni alle regole del GATT.

In cima alla struttura dell’OMC c’èla Conferenzadei ministri composta dai rappresentati di categoria dei rispettivi Stati membri, che si riuniscono ogni due anni.

Mentre sono organi permanenti il Consiglio generale a cui partecipano tutti gli Stati, esso opera sia come Consiglio per la soluzione delle controversie, sia come Consiglio per il controllo della politica commerciale, seguono poi tre consigli sussidiari, il Consiglio sulla proprietà intellettuale, sui prodotti e sui servizi.

Nonostante questa articolata struttura l’OMC è priva di poteri normativi, nel senso che l’imposizione di nuovi obblighi a carico degli Stati può avvenire soltanto mediante accordi tra Stati e non tramite atti dell’organizzazione. Pertanto l’OMC si presenta come un foro negoziale a livello mondiale, chiamato a favorire l’incontro della volontà delle parti.

L’OMC non regolamenta direttamente i mercati nazionali ma ne favorisce l’apertura transfrontaliera attraverso l’abolizione delle restrizioni e delle discriminazioni statali in materia di scambi internazionali. Inoltre uno degli obiettivi dell’OMC è quello di creare un sistema di regole per un equa concorrenza, scoraggiando ad esempio la vendita di prodotti sotto costo per aumentare le quote di mercato.

Il 30 novembre del 99 si aprì a Seattle la terza Conferenza dei ministri dell’OMC, per l’avvio di un nuovo ciclo di negoziati multilaterali per la liberalizzazione del commercio mondiale. Purtroppo alla conferenza non si riuscì a raggiungere un accordo a riguardo.A partire da questo fallimento, si è cominciato a parlare di una fase di crisi della globalizzazione economica le cui cause possono farsi risalire alle limitate competenze dell’OMC, e in particolare all’assenza di un potere normativo autonomo.

Inoltre un ulteriore ostacolo è rappresentato dalla tutela dei diritti economici e sociali riconosciuti all’individuo. A riguardo, i Paesi in via di sviluppo considerano le garanzie da fornire ai lavoratori, una barriera alla loro partecipazione alla stessa liberalizzazione dato che possono soltanto offrire forza lavoro a basso prezzo.

La disciplina del commercio internazionale ultima modifica: 2013-05-24T16:14:04+00:00 da admin
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