Vigenza e interpretazione del diritto divino

Bisogna ora prendere in considerazione la qualificazione normativa del diritto divino. Per quanto riguarda la Summa divisio si hanno due tesi contrapposte:

· Si nega la vigenza della normativa divina in sé all’interno dell’ordinamento canonico, normativa conoscibile, ma estranea al sistema, le norme riconducibili al pensiero provvidenziale possono divenire norme canoniche attraverso la canonizatio.

· La vis obbligandi del diritto divino sarebbe indipendente dagli atti formali e pertanto di per sé vigenti dall’origine della Chiesa e per il suo futuro.

Riconducendo il diritto divino alla canonizatio si renderebbe effettivamente operante il sistema delle fonti canoniche e reale la sovranità ordinamentale. Di contro si osserva come ogni precetto divino sia obbligatorio per tutti gli uomini.

È contraddittorio dire che il diritto divino riceve la propria giuridicità da atti autoritativi ecclesiastici; si sostiene così che il diritto divino trae la sua forza dal legislatore umano e il legislatore umano ripete la propria competenza dal diritto divino.

In opposizione alla tesi della canonizatio si afferma che essa non specifica se gli atti di ricezione autoritativa del diritto divino siano, per la Chiesa, obbligatori o facoltativi.

· Obbligatori: si dovrebbe presupporre la vigenza di una regola ad hoc esterna alla Chiesa.

(negazione della tesi).

· Facoltativi: bisogna affermare la dipendenza del diritto dalla volontà della Chiesa. (sia per la canonizatio che per ogni altro intervento autoritativo).

3 tesi riguardanti la vigenza del diritto divino:

· Essere creduto: il diritto divino troverebbe oggettiva consistenza nell’essere creduto nei modi storici specifici che sono propri della comunità istituzionale. ci porta a ragionare sui concetti di effettività, efficacia ed efficienza della volontà normativa. L’efficacia della normativa divina vada considerata per stabilirne l’effettività, quindi la realtà del suo essere con vis obbligandi, in riferimento alla sua efficienza; e come poi questa vada speculata, nell’analisi storica volta a valutare la continuità del sistema.

· Coscienza storica: rapporto tra diritto divino e intervento umano in quanto la vigenza del diritto divino penderebbe dalla coscienza storica della sua realtà. La volontà divina può essere approfondita anche da analisi tecnico – scientifiche. Si fa riferimento anche ai mezzi di conoscenza umana.

· Canonizatio uno actu del Cristo: la Chiesa è stata fondata dal Cristo. Il Cristo riporta la volontà del Padre, ma il Cristo non fa parte della Trinità e per questo la sua volontà è indipendente rispetto a quella del Padre. Il Cristo ha affidato alla Chiesa il compito di attuare una dottrina precisa; e ha affidato agli Apostoli il compito di proporre investimenti cristiani agli uomini esigendo da questi la fede, conservare e sviluppare il messaggio.

Vigenza e interpretazione del diritto divino ultima modifica: 2013-01-18T21:32:07+00:00 da admin
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