Condanna al pagamento di somme di denaro di cui la P.A. risulti debitrice

Era previsto in precedenza che il giudice amministrativo potesse condannare l’amministrazione al pagamento delle somme di cui risultava debitrice nella materia relativa ai diritti attribuiti alla sua competenza esclusiva e di merito: tale previsione era interpretata nel senso che il giudice potesse condannare la pubblica amministrazione anche nelle materie appartenenti alla sola giurisdizione esclusiva o di merito. Tuttavia raramente il giudice amministrativo ha emesso sentenze di condanna.

 

Condanna al pagamento delle spese di lite

L’azione di condanna al pagamento delle spese e competenze di lite, pur consequenziale all’accoglimento del ricorso, è autonoma, perché accessoria all’esito della lite. Il giudice amministrativo si avvale spesso del potere di compensare le spese di lite, ed appare restio a condannare al pagamento delle spese la pubblica amministrazione, perché ancora condizionato dall’idea che alla parte pubblica non possa essere irrogata alcuna sanzione. Tale azione di condanna è ammissibile in tutte e tre le giurisdizioni, ed anche in sede cautelare.

 

Condanna al risarcimento del danno, anche in forma specifica

Prima del decreto legislativo 80/1998, il risarcimento dei danni era domanda riservata al giudice ordinario, mentre successivamente si stabilì che fosse possibile disporre anche attraverso la reintegrazione in forma specifica, il risarcimento del danno ingiusto. La legge 205/2000 attribuisce la cognizione della domanda di risarcimento del danno ingiusto al giudice amministrativo in tutte le controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva, anche se l’azione risarcitoria è ora ammessa anche in sede di giurisdizione di legittimità.

La domanda di risarcimento conosciuta dal giudice amministrativo, è autonoma dall’azione di annullamento può è possibile solo a seguito di questo? per la generalità della dottrina l’annullamento del provvedimento amministrativo è pregiudiziale, ma tale interpretazione comporta un netto arretramento della tutela risarcitoria che la sentenza della cassazione 500/1999 ammetteva a prescindere dall’annullamento dell’atto amministrativo.si tratta sempre di un’azione di condanna, anche se ad un facere specifico poiché passa attraverso l’ordine del giudice rivolge alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento o di adottare un atto amministrativo.

 

Condanna all’accesso ai documenti amministrativi

Recentemente i documenti amministrativi sono, di regola, accessibili e solo eccezionalmente segreti per la tutela di rilevanti ed individuati interessi pubblici e diritto alla riservatezza di terzi. Contro il rifiuto della pubblica amministrazione di visione o estrazione, o il silenzio-rifiuto, è ammesso ricorso entro 30 giorni a star: il giudice ordina l’esibizione dei documenti richiesti, e si tratta dunque di un’azione di condanna ad un facere specifico.

L’azione è ammessa non solo controllato della pubblica amministrazione, ma anche contro il suo comportamento inerte.

 

Condanna a provvedere (silenzio): rinvio

Il procedimento si svolge in camera di consiglio, ed il ricorso deciso con sentenza succintamente motivata, entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. L’appello può essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o 90 dalla comunicazione della pubblicazione. Alla ricorrente è attribuita un’azione di condanna ad un facere specifico.

 

Condanna alla restituzione di un bene immobile occupato senza (valido) titolo

Qui è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Può accadere che l’amministrazione si immetta in un fondo senza alcun titolo o che il decreto di esproprio venga annullato: in tal ipotesi l’autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, valutati gli interessi in conflitto, può disporre che il bene immobile ad acquisito al suo patrimonio disponibile e che al proprietario vadano risarciti danni. L’interessato ovviamente può ricorrere controllato di acquisizione e la quantificazione del danno e può inoltre esercitare un’azione volta le restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico. Questa azione è di condanna alla restituzione di un bene determinato, e si può inquadrare nell’azione di condanna alle risarcimento in forma specifica.

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