L’Italia comunale

La prima fase dei comuni , da fine XI sec agli anni intorno al 1200, si parla di fase consolare; per indicare che in generale i supremi reggitori della cosa pubblica, assumono la designazione di consoli. Alle origini del Comune si usò molto la carica legittimante del vescovo; addirittura molte volte gli Statuti dovevano essere ratificati o interpretati nei punti dubbi dal vescovo. A causa anche della riforma tesero quasi subito a sfumare la loro presenza anche formale nella vita interna del comune. I “consoli” originari del luogo ed espressione dei ceti urbani eminenti, organizzavano l’amministrazione cittadina; l’assemblea generale (concilio, arengo)si limitava ad acclamare le proposte dei consoli.

L’elezione del console che durava in carica un anno, aveva luogo tramite una commissione di elettori. Un ruolo importante lo ebbero anche i “notai” assunti dai comuni per la cura della documentazione pubblica, lettere ufficiali etc etc. Già nel 1200 si attesta l’esistenza di archivi e le prime redazioni di “ libri iurium”, per attestare i propri diritti. Tornando al collegio consolare , so dovettero rappresentare al suo interno i ceti cittadini;

  1. ”milites: era rappresentanti delle famigli nobili con titoli tradizionali ereditari in famiglia che non conferivano più però funzioni pubbliche. Esisteva una forte solidarietà tra i membri della consorteria; era una classe importante per il comune per il rapporto militare che garantiva.
  2. e pedites; non solo perché prestavano servizio appiedati in qualità di fanti, ma anche perché reclutati entro la popolazione normale della città.

Mercanti , artigiani e professionisti si organizzarono in “arti”; cominciarono da subito a prendere importanti iniziative come promuovere accordi di cooperazione tecnica o collaborazione fiscale tra i comuni. Intorno al 1200 il comune ormai ente pubblico con competenza generale, divenne interlocutore essenziale delle arti; quelle maggiori fiorentine influenzarono molto la politica comunale. I mercanti (banchieri e committenti di lavoro agli artigiani) formarono presto organizzazioni che si sovrapposero alle arti: le “mercanzie”.

Queste fungevano da raccordo con le varie corporazioni e a loro vennero affidati anche servizi di stato, come la zecca. Caratteristica essenziale dei comuni era la grande bellicosità necessaria per fai valere le proprie ragioni politiche e soprattutto economiche. A parte momenti in cui si unirono contro un unico comune, (Federico I e II) o prendevano parte ad uno stesso schieramento, quello tra i comuni fu un rapporto “bellum omnium contro omnes”.

L’Italia comunale ultima modifica: 2013-06-19T16:58:15+01:00 da admin
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