Fra teocrazie e ierocrazia: l’ambiguo trionfo del Papato

In questo periodo i vescovi erano assolutamente impegnati nell’attività di governo temporale;le loro nomine era fortemente condizionata dai laici. Ci si chiese se il mondo dovesse essere retto da una Teocrazia laica(potere regio assistito e guidato dai sacerdoti) o con una Ierocrazia(governo di sacerdoti assistiti per le cure temporali da un apparato laico. Era ovviamente una situazione assurda totalmente inconciliabile con l’affermazione dei valori cristiani;il processo di restaurazione anche questa volta partì da un monastero. E’ da Cluny che partì il messaggio riformatore.

In primo luogo il monastero doveva essere sottoposto immediatamente al papato;si teorizzò poi la figura del Santo cavaliere:colui che impegna la spada per fini santi. Cluny fu in sostanza la risposta alla temporalizzazione della chiesa,risposta  accolta nel manifesto nato come Dictatus Papae di papa Gregorio VII. Nel dictatus si trovano affermazioni rivoluzionarie del tipo:”solo il papa può deporre o trasferire i vescovi;può emanare nuove leggi,potrà deporre gli imperatori..

Il papa finì per essere abbandonato dai suoi stessi cardinali  e morì in una sorta di prigionia dei Normanni a Salerno. La rivoluzione però si era definitivamente messa in moto, così come definitivo divenne il conflitto con il patriarca d’oriente dopo lo scisma di Fozio 1054. Il potere del Papato diveniva potere egemone sui laici, che non avrebbero più dovuto interferire nella vita delle chiese e abbazie e nei confronti dell’apparato tradizionale della chiesa. Tale rivoluzione andava ben al di là dei confini dell’impero;impero in cui i vescovi da funzionari imperiali erano ora diventati funzionari del papato. Si era quindi completato il processo di assimilazione del papa alla figura di un sovrano temporale.

In questo periodo , soprattutto in Italia , le città acquisiscono sempre più un ruolo importante. Una vera e propria epoca pre-comunale.L’arcivescovo compare come senior feudale dei capitanei(cavalieri maggiori) ormai ben più potenti di lui per i benefici concessigli,accanto ad essi vi erano i milites minores;infine un ceto intraprendente di faccendieri ,i negotiatores.Come si può vedere mancano del tutto i funzionari laici;i marchesi i conti infatti preferiscono rafforzarsi laddove avevano castelli e beni curtensi da rafforzare.

Fra teocrazie e ierocrazia: l’ambiguo trionfo del Papato ultima modifica: 2013-06-19T16:36:31+01:00 da admin

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