l’idea base era che toccasse al governo federale la manovra del ciclo economico. L’accrescimento dei compiti dello stato portò a un aumento della struttura burocratica dotata di vasti compiti di controllo su tutti gli aspetti della vita economica., la politica era rivolta a una più larga distribuzione dei redditi tra fasce sociali, la ricerca scientifica divenne uno dei compiti dello Stato federale. Tutto ciò contrastava con il common law. Le corti americane diventano necessariamente un luogo in cui lo scontro di mentalità era destinato ad emergere con una certa intensità.

Il giudice Cardozo, vent’anni giudice alla corte di ultima istanza dello stato di NY, riuscì a riformare il common law di quello stato in forme così impeccabili che il presidente lo promosse alla corte suprema federale, dove però questa operazione non riuscì in quanto la maggioranza dei giudici era conservatrice. La corte suprema federale si trovò a invalidare molte leggi votate dal congresso nel primo mandato di Roosvelt la corte suprema apparve negare simile legittimità e questo era insopportabile, la maggioranza dei cittadini voleva che il governo federale assumesse il ruolo di signore dell’economia → conflitto tra corte e amministrazione.

Quando le elezioni del 1936 confermarono il programma del New Deal, Roosvelt andò all’assalto della corte e questa per evitare il peggio iniziò a considerare legittime leggi che prima non avrebbe considerato tali. 1937 → capitolazione corte suprema federale.

Furono gli operatori pratici che si accorsero che la legislazione che il New Deal stava introducendo non era intesa ad assimilare i risultati del common law: l’ideologia diffusa nell’amministrazione vedeva il common law come un sistema che rifletteva tutti gli anacronismi del lasciare fare economico. In pochi anni vengono create una serie di nuove agenzie (Civil Works Administration, Public Works Administration… che manifestavano in pieno l’allargamento della sfera d’azione del governo federale.

Vengono rafforzati i poteri di agenzie precedenti. Il mutamento principale consisteva nel fatto che queste agenzie contenevano in sé poteri tradizionalmente separati (legislativi, giudiziari, amministrativi). Ciò su cui avevano insistito i realisti era la necessità di analizzare i fatti prima di procedere alla valutazione giuridica. La controversia sul metodo non scosse il prestigio delle grandi scuole universitarie ma lo rafforzò aggiungendo gli alti gradi della pubblica amministrazione agli sbocchi professionali dei suoi laureati.

Alla fine degli anni 40 il metodo realistico trovò la sua fisionomia definitiva nell’opera di Hart e Sacks, professori di Harvard, intitolata The legal process. Idea di addestrare gli studenti a capire il diritto. Bisogna comprendere le istituzioni per capire le regole del diritto vigente, l’avvocato doveva essere consapevole sella gamma di alternative per risolvere un contrasto.

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