Ci si chiede cosa significa parlare di premi o ricompense come sanzioni giuridiche. Sulla sanzione giuridica ci sono 2 teorie prevalenti: quella che mette in rilievo l’aspetto della istituzionalizzazione ossia che la risposta alla violazione di norme del sistema è nel diritto regolata da norme del sistema stesso con l’effetto di rendere questa risposta più proporzionata al delitto e quindi imparziale e certa (questa è insufficiente perchè potrebbe essere (esempio: lo specchio dell’organizzazione di un premio letterario che però non è sanzione giuridica).La seconda invece identifica della sanzione giuridica con la coazione ossia l’infliggere il male con la forza fisica: una coazione istituzionalizzata (Kelsen). Per quest’ultima teoria riferirsi alle sanzioni positive ha un effetto CORRETTIVO in quanto chi usa la forza non ha bisogno di sanzioni giuridiche positive. Ma per Bobbio la sanzione giuridica in termini di coazione può esser interpretata in altro modo: la sanzione giuridica corrisponde a una reazione alla violazione (economica, sociale o morale) garantita in ultima istanza dall’uso della forza (quindi la sanzione sta nella minaccia di eventualmente mettere in moto meccanismi coattivi). (d’altronde, come esempio, risarcire un danno non ha alcun collegamento con la forza). Saranno quindi così giuridiche le sanzioni positive che creano nel destinatario del premio una pretesa all’adempimento, anche ricorrendo alla forza organizzata dei pubblici poteri.

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