La Cassazione nel diritto tributario

Le sentenze delle commissioni tributarie regionali sono impugnabili dinanzi alla Corte di Cassazione che stabilisce:

a) la proponibilità del ricorso per tutti i motivi previsti nell’art. 360 c.p.c.

b) l’applicabilità al ricorso e al procedimento delle norme del codice di procedura civile. I motivi indicati nell’art. 360 c.p.c. sono:

1) per motivi attinenti alla giurisdizione;

2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza

3) per violazione e falsa applicazione di norme di diritto

4) per nullità della sentenza o del procedimento

5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile d’ufficio

E’ da notare che non possono essere riproposte al giudice di cassazione questioni di fatto. Il ricorso per cassazione deve essere sottoscritto a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto in apposito albo (cosiddetto cassazionista), munito di procura speciale. Quando si ricorre contro l’amministrazione finanziaria dello Stato, il ricorso deve essere notificato a tale amministrazione, in persona del Ministro, presso l’avvocatura generale dello Stato a Roma. Il giudizio di cassazione, se viene accolto il ricorso, si conclude con una sentenza che annulla la sentenza impugnata; all’annullamento della sentenza impugnata può seguire un giudizio di rinvio, dinanzi alla commissione tributaria regionale.

La Cassazione nel diritto tributario ultima modifica: 2013-02-21T11:52:38+00:00 da admin
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