La storia dell’ordinamento comunitario

L’ordinamento comunitario attuale rappresenta il risultato di un lungo processo di integrazione tra gli Stati europei, che hanno creato un’organizzazione sovranazionale in grado di perseguire politiche comuni, mediante norme e decisioni direttamente efficaci negli ordinamenti interni degli Stati membri.

Le tappe fondamentali di questo processo di integrazione sono le seguenti:

  • nel 1951 è stata istituitala CECA(Comunità europea del carbone e dell’acciaio), la prima comunità sovranazionale europea, di cui facevano parte sei paesi (Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) che si ponevano un duplice obbiettivo:
    • garantire la pace prevenendo possibili conflitti.
    • creare un mercato comune delle materie prime, carbone e acciaio.
  • il 25/3/1957 sono stati sottoscritti i trattati di Roma istitutivi, rispettivamente, della:
    • Comunità economica europea (CEE) che aveva lo scopo di formare un’unione doganale ed economica tra gli Stati, abolendo le restrizioni alla libera circolazione, istituendo una tariffa doganale comune verso gli Stati terzi e concordando una politica economica comune.
    • Comunità europea dell’energia atomica (CEEA o EURATOM) che aveva lo scopo di creare un’industria nucleare europea a scopi pacifici.

Alla CEE e alla CEEA presero parte gli stessi sei paesi che avevano sottoscritto il trattato della CECA, che dunque decisero di istituire organi decisionali comuni, ovvero una sola Assemblea (ora Parlamento europeo) e una sola Corte di giustizia, pur rimanendo ufficialmente separati.

  • nel 1965, con il trattato di Bruxelles, è stato istituito un Consiglio dei ministri unico delle tre Comunità europee.
  • nel 1976 è stato approvato l’atto relativo all’elezioni dei rappresentanti dell’assemblea a suffragio universale, che si sono svolte per la prima volta nel 1979.
  • nel 1986 è stato apportato l’ Atto unico Europeo che, a compimento di un periodo caratterizzato da una libera circolazione e da uno sviluppo di politiche economiche comuni, ha apportato notevoli cambiamenti:
    • ha individuato le linee di una cooperazione politica europea.
    • ha istituzionalizzato il Consiglio europeo.
    • ha ampliato le procedure di cooperazione tra gli Organi delle Comunità e il Parlamento europeo.
    • ha trasformato il mercato comune in mercato interno .
  • il 1/11/1993 è entrato in vigore il Trattato sull’Unione europea, sottoscritto da tutti i Paesi allora membri a Maastricht, che ha istituito l’ Unione europea , un ente senza soggettività che agisce usando gli strumenti delle altre tre comunità sopra citate. Con tale istituzione è stata data vita a due nuovi pilastri che si sono affiancati a quello già esistente della Comunità economica (CEE):
    • quello della cooperazione per la politica estera e per la sicurezza (PESC)
    • quello della cooperazione di polizia e giudiziari (GAI).

Il trattato di Maastricht ha inoltre introdotto alcune innovazioni:

  • ha sostituito la denominazione Comunità economica europea con Comunità europea , che sottolinea il ruolo politico e non più esclusivamente economico di tale organizzazione sovranazionale
  • ha dato avvio al processo che ha poi portato alla creazione della moneta unica europea (€).
  • ha introdotto il principio di cittadinanza europea.
  • il 2/10/1997 è stato sottoscritto il Trattato di Amsterdam che ha rafforzato i principi di cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione e ha apportato qualche modifica al Trattato di Maastricht, incorporando gli accordi di Schengen diretti a creare uno spazio senza frontiere interne.
  • nel 2002la CECAela CEEAsono state eliminate.
  •  il 1/2/2003 è entrato in vigore il Trattato di Nizza che ha introdotto significative modifiche ai Trattati, dirette a rafforzare le strutture dell’Unione e della Comunità europea in vista dell’allargamento ai paesi dell’Europa centrale e orientale.

Nella stessa occasione è stata proclamata la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea , in cui i diritti civili contemplati dalla Costituzione trovavano ormai un riconoscimento e una tutela anche a livello internazionale, integrandosi con altri attraverso l’interpretazione della Corte costituzionale.

  • il 29/10/2004 è stato sottoscritto a Roma il Trattato che adotta una Costituzione europea che, incorporando il Trattato di Nizza, cominciava seriamente a prendere in considerazione l’ipotesi di una Costituzione europea. Tuttavia tale trattato non è mai stato ratificato.
  • nel dicembre del 2007 il Trattato di Lisbona ha sostituito il progetto non ratificato del 2004, bocciando l’ipotesi di una Costituzione europea, ma cominciando semmai a parlare di una integrazione fra le norme dei vari Stati. Oltre ad attribuire all’Unione europea una personalità giuridica, tale trattato prevedeva inoltre:
    • non inglobarela Cartadei diritti di Nizza ma richiamarsi semplicemente a tale documento giuridicamente rilevante.
    • potenziare ulteriormente le competenze del Parlamento europeo.
    • fare in modo che il Presidente del Consiglio dei ministri avesse un mandato più lungo (da sei mesi a due anni e mezzo).
    • fare in modo che il Presidente della Commissione rappresentasse la maggioranza e disponesse del potere di revocare i membri del Parlamento,
    • istituire un alto commissariato in tema di sicurezza.

 Nel trentennio compreso tra il 1973 e il 2004 sono entrate a far parte della Comunità europea altri ventuno Stati: Gran Bretagna, Danimarca, Irlanda (1973), Grecia (1981), Spagna, Portogallo (1986), Austria, Svezia, Finlandia (1995), Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria (Trattato di Atene 2004), Romania e Bulgaria ( Trattato di Lussemburgo 2007).

La storia dell’ordinamento comunitario ultima modifica: 2012-09-03T15:17:53+00:00 da admin
Richiedi gli appunti aggiornati
* Campi obbligatori

Lascia una risposta