La posizione dei regolamenti parlamentari nell’attuale ordinamento repubblicano è diversa rispetto a quella che si ebbe in precedenza per anni. Tale diversità nasce dal diverso valore dello statuto Albertino rispetto alla costituzione repubblicana. Entrambi vogliono attribuire a ciascuna Camera un potere normativo proprio ed esclusivo nella loro sfera di competenza alle camere, tuttavia i limiti all’esercizio di tale potere sono diversi.

 Nel caso lo statuto Albertino la materia tradizionalmente oggetto del regolamento parlamentare non è sottratta all’intervento della legge, nonostante la pari ordinazione tra quest’ultima e lo Stato.

 Nel precedente ordinamento, i regolamenti parlamentari erano gerarchicamente subordinate alla legge; che poteva abrogare le norme dei regolamenti parlamentari e non poteva validamente essere abrogata.

 Riserva assoluta in favore dei regolamenti parlamentari stabiliti dalla costituzione.

Il valore rigido della costituzione repubblicana ribalta queste conclusioni. Una volta accettata l’opinione secondo cui gli articoli 64, e 72 stabiliscono una riserva di competenze dei regolamenti parlamentari per la materia ad essi propria, tale riserva deve necessariamente intendersi operante nei confronti di tutte le fonti dell’ordinamento non di grado costituzionale e dunque in primo luogo nei confronti della legge. Una legge che tentasse di abrogare disposizioni dei regolamenti parlamentari sarebbe illegittima, poiché violerebbe tali articoli.

La posizione dei regolamenti parlamentari nell’attuale ordinamento impone di definire con maggiore precisione rispetto al passato, quali sono i confini della maniera riservata, ai regolamenti parlamentari. Tale definizione è molto difficile infatti per il momento ci si atterrà semplicemente alla definizione di regolamento parlamentare, che secondo quella classica, sono quell’insieme di norme che attengono all’organizzazione di ciascuna Camera ed ai modi di esercizio delle sue funzioni.

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