Fonti di cognizione (documenti nei quali sono raccolte le norme) storiche vigenti

· Nei primi secoli la Chiesa si organizzò e determinò la propria figura costituzionale attorno agli insegnamenti evangeliche al dettato trasmesso dalla Tradizione. L’attività della Chiesa era svolta attraverso il Pontefice e il Collegio dei Vescovi.

· Decretum Graziano: si doveva ricostruire il diritto canonico. Opera di sistemazione tentata da Graziano. Il diritto canonico assumeva autonomia rispetto alla teologia. Si voleva raccogliere il diritto vigente della Chiesa ed eliminare ciò che sembrava abrogato. Si proponevano dei problemi dei problemi e si risolvevano formulando dei quesiti i quali venivano risolti facendo riferimento a fonti normative. La concordia discordatium canonum fu suddivisa in 3 parti a loro volta suddivise in entità minori. Si trattava di un’opera di un privato e per questo non si poteva modificare la datazione originaria. Venne successivamente nominata Decretum e fu uno strumento di studio.

· Corpus iuris canonici: c’era la necessità di esprimere la realtà dell’ordinamento e di risolvere le questioni concrete che il Codex invecchiò rapidamente per le grandi e rapide trasformazioni. La necessità di aggiornamento fu colta da Giovanni XXIII che nel 1959 dichiarò la volontà di revisione del Codex; 28/3/1963 fu insediata la commissione la quale tenne contatti con i Vescovi di tutto il mondo. Il Codex venne promulgato da Giovanni Paolo II il 25/1/1983. Composto da 7 libri.

· Codice chiese orientali: 1/10/1991 per salvaguardare il patrimonio delle Chiese orientali, in comunione con il Romano Pontefice cioè composte dall’unità dell’ordinamento. Composto da 3 titoli. interessavano gli uomini. Le raccolte di Innocenzio III e Onorario III ebbero vita breve, infatti furono soppiantate nel 5/9/1234 dalla bolla Rex pacificus di Gregorio IX e si trattava di una compilazione normativa esaustiva del diritto vigente nella quale trovavano collocazione decretali e auctoritates dei Pontefici precedenti (Liber extra).

Ci fu la necessità di un’attività di normazione che avvenne per opera di Bonifacio VIII il 3/3/1298 con una raccolta di norme che si aggiungeva a quella gregoriana la quale comunque restava vigente (Liber Sextus)

Successivamente comparve un’altra raccolta (Clementinae) per opera di Clemente V il 25/10/1317.

· Prima codificazione 1917: nel corso del tempo ci furono notevoli trasformazioni politiche e sociali, c’era così la necessità di un riordino sistematico che iniziò con Pio X (19/3/1904) il quale istituì una commissione per operare la riforma legislativas. Il lavoro durò 12 anni e al temine venne sancito il Codex iuris canonici promulgato il 27/5/1917 da Benedetto XV. È composto da 5 libri.

Fonti di cognizione (documenti nei quali sono raccolte le norme) storiche vigenti ultima modifica: 2013-01-18T21:37:31+01:00 da admin
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