Per comprendere il significato di interesse legittimo occorre chiarire, insieme al suo significato, anche quello di diritto soggettivo e di interesse di fatto:

  • il diritto soggettivo è l’interesse nei confronti del quale tutti (o qualcuno) sono obbligati a tenere un comportamento tale che quell’interesse ne risulti pienamente soddisfatto;
  • l’interesse legittimo è l’interesse nei confronti del quale occorre rispettare principi e regole di comportamento che rendano quantomeno possibile la sua soddisfazione;
  • l’interesse di fatto è l’interesse nei confronti del quale nessuno è obbligato a tenere il comportamento che lo soddisferebbe né a rispettare principi e regole di comportamento che rendano possibile la sua soddisfazione.

 Perché un interesse possa essere qualificato come legittimo deve innanzitutto esservi una norma giuridica che, prendendolo in considerazione, gli riconosca una certa rilevanza con riferimento alla decisione amministrativa. In particolare, è dalla norma che attribuisce il potere all’amministrazione che risulta se il legislatore intenda dare tutela a certi interessi indicando la necessità che se ne tanga conto nel provvedimento.

A prescindere dalle norme sul procedimento, comunque, si ritiene che per stabilire se un interesse sia legittimo si dovrebbe guardare anche a norme diverse da quelle che attribuiscono il potere, a cominciare da quelle costituzionali. In questo modo verrebbero ad essere considerati come legittimi tutti gli interessi non socialmente irrilevanti che l’ordinamento non qualifica come illegittimi. Questa tesi, per quanto fondata, comporterebbe un’espansione della categoria dell’interesse legittimo tale da far aumentare enormemente l’importanza dell’interesse ad agire

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