Il ricorso gerarchico in generale, presupposti per la proposizione e facoltatività

Il ricorso gerarchico in generale

Il ricorso gerarchico è il ricorso proposto alla autorità gerarchicamente superiore a quella che ha emanato l’atto. Esso costituisce un rimedio di carattere generale ammesso sia per motivi di legittimità che per motivi di merito ed a tutela sia di diritti soggettivi che di interessi legittimi.

Il ricorso gerarchico è sempre ammesso indipendentemente dall’esistenza di una norma che lo preveda espressamente, purché esista un rapporto di gerarchia tra l’organo che ha emanato l’atto e quello superiore. Difatti, non è ammesso il ricorso gerarchico al ministro contro i provvedimenti del dirigente amministrativo perché con l’istituzione della dirigenza è stato anche soppresso il potere gerarchico degli organi di governo sull’attività dei dirigenti.

Presupposti per la proposizione

Costituiscono presupposti per la proposizione del ricorso gerarchico:

a)      rapporto di gerarchia esterna: deve intercorrere un rapporto di gerarchia fra l’organo che ha emanato l’atto e quello sovraordinato a cui il ricorrente si rivolge. La gerarchia rilevante ai fini dell’ammissibilità del ricorso è la gerarchia esterna fra organi della stessa amministrazione e cioè fra organi aventi rilevanza esterna (ad esempio il ricorso al prefetto contro i provvedimenti del questore), indipendentemente dalla qualifica del funzionario che è eventualmente abilitato a firmare per conto dell’organo;

b)      carattere non definitivo del provvedimento impugnato: presupposto per la esperibilità del ricorso gerarchico è che l’atto impugnato abbia carattere non definitivo e cioè che si tratti di un atto ricorribile in via gerarchica per non essere stato adottato dall’autorità di vertice ovvero dichiarato definitivo per legge; in seguito alla separazione della funzione di indirizzo politico da quella di gestione amministrativa, vengono considerate autorità di vertice i dirigenti generali.

Unificazione in unica istanza

Il ricorso gerarchico è ammesso in unica istanza nel senso che, anche nei casi in cui i gradi della gerarchia siano più, il ricorso gerarchico è ammesso una volta sola e quindi contro la decisione emessa dall’organo immediatamente superiore non può esperirsi ancora una volta il ricorso gerarchico, perché la decisione sul ricorso gerarchico ha natura di atto definitivo.

Eccezionalmente in materia previdenziale è ammesso il ricorso gerarchico di secondo grado.

Facoltatività

La proposizione di ricorso gerarchico è facoltativa e la mancata proposizione del ricorso gerarchico non preclude la proposizione del ricorso giurisdizionale amministrativo (art. 20 legge t.a.r.)

Lo stesso però non vale per l’azione innanzi al giudice ordinario in materia di previdenza, la quale, ai sensi dell’art.443 codice di procedura civile, non è procedibile, se non sia stato preventivamente proposto ricorso gerarchico. La preclusione tuttavia viene meno quando sia decorso il termine per la conclusione del procedimento e comunque siano trascorsi 180 giorni dalla data in cui è stato proposto il ricorso amministrativo.

Il ricorso giurisdizionale prevale sul ricorso gerarchico nell’ipotesi di concorrenza.

Nel caso in cui il ricorso giurisdizionale sia stato proposto dallo stesso ricorrente in via gerarchica, il precedente ricorso gerarchico si intende implicitamente rinunciato; nel caso invece in cui il ricorso giurisdizionale sia stato proposto da altro cointeressato, il ricorso gerarchico diventa improcedibile.

E’ onere dell’amministrazione informare il ricorrente in via gerarchica della pendenza del ricorso giurisdizionale, in modo da consentire a quest’ultimo di convertire, entro 30 giorni dalla comunicazione, il ricorso amministrativo in ricorso giurisdizionale, fermi rimanendo ovviamente i motivi di impugnativa proposti in via gerarchica.

Elementi

Il ricorso deve essere redatto per iscritto e su carta legale. Sono però esenti da bollo e tassa di ogni tipo i ricorsi in materia di lavoro e di impiego (art. 10  Legge 533/1973).

Il ricorso deve contenere l’indicazione dell’autorità adita, le generalità del ricorrente, gli estremi del provvedimento impugnato, i motivi di impugnazione, la data. Esso inoltre deve, a pena di nullità, essere sottoscritto dal ricorrente, ma non si richiede l’autenticazione della firma.

Presupposti e condizioni

I presupposti e le condizioni per la proposizione del ricorso gerarchico sono analoghi a quelli richiesti per la presentazione del ricorso giurisdizionale.

Anche per il ricorso gerarchico si richiede l’interesse a ricorrere, ed è quindi inammissibile il ricorso presentato da chi non possa ricevere alcun vantaggio concreto dall’accoglimento del ricorso.

Impugnabili sono gli atti formalmente e sostanzialmente amministrativi. Sono però esclusi gli atti definitivi, sia che la definitività sia esplicita (perché dichiarata dalla legge), sia che la definitività sia implicita (perché l’organo che ha emanato l’atto è competente in via esclusiva per la materia ovvero è posto al vertice della scala gerarchica).

Il ricorso gerarchico in generale, presupposti per la proposizione e facoltatività ultima modifica: 2013-03-29T13:29:04+00:00 da admin
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