Draft Criminal Code (1989)

Finalità della codificazione penale inglese del 31. Draft Criminal Code

All’inizio degli anni Ottanta anche il sistema penale inglese vede avviarsi un serio tentativo per giungere ad un criminal code: nel 1981 la Law Commission conferisce ad un gruppo di professori diritto penale l’incarico di studiare le prospettive di codificazione penale e di formulare in merito eventuali proposte. Nel 1984 viene presentata una bozza volutamente parziale composta dalla parte generale, da una sezione dedicata ai delitti contro la persona e da una dedicata ai reati di danneggiamento. Nel 1989 viene terminato un secondo progetto definitivo composto da due parti, la prima (52 articoli) dedicata alla parte generale e la seconda (168 articoli) a quella speciale.

 I componenti del code team ritengono che il codice penale debba servire a soddisfare esigenze di accessibilità (accessibility) delle norme giuridiche, comprensibilità (comprehensibility) delle stesse, coerenza sistematica (consistency) e  certezza del sistema. La Law Commission, dopo aver ribadito la priorità degli scopi sopra richiamati, afferma che <<le motivazioni di carattere costituzionale che depongono a favore della codificazione non sono state poste in evidenza nella Relazione ma sono state richiamate da vari commentatori ed esperti>>. In particolare il professor Smith individua tre vantaggi insiti nella codificazione: <<in primo luogo il codice è il miglior meccanismo per coniugare l’istanza di difesa sociale con quella di legalità e del due process […]. In secondo luogo, il codice assicura ciò che mai la contemporanea vigenza di statutory e common law potrà assicurare […]. In terzo luogo, dal momento che la promulgazione di un codice penale rappresenta una dichiarazione solenne e di rilevante effetto simbolico in merito ai rapporti costituzionali tra il Parlamento e le corti, è ragionevole aspettarsi che ad essa consegua l’attenuarsi del protagonismo della giurisprudenza>>.

La Law Commission non pretende il monopolio assoluto di fonte parlamentare, ritenendo che <<la codificazione è auspicabile anche se non elimina del tutto il common law […]. Rimarranno ugualmente molte occasioni delle quali le corti dovranno far ricorso ai propri precedenti>>. Tale apparente mancanza di coraggio, tuttavia, non deve condurre a sottovalutare le altre finalità dichiaratamente perseguire dalla tentata codificazione. Quello che deve essere ancora una volta sottolineato è che si tendono a sfumare i confini tra l’obiettivo di una vera e propria codificazione e quello di una mera finalità di consolidation del diritto esistente.

Draft Criminal Code (1989) ultima modifica: 2012-11-30T20:53:59+00:00 da admin
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