Tommaso d’Aquino e il superamento della teologia negativa

Tommaso d’Aquino , cugino di Federico II, supera la teologia “negativa”, che era protesa alla “città celeste” e non alla “città politica”, in quanto negativa. Egli inventa la locuzione “scienza politica” = politica che assume una dimensione autonoma rispetto alla teologia.  La politica assume queste caratteristiche:

mette a disposizione alcuni strumenti necessari per raggiungere la felice convivenza;

viene edificata dalla natura e non dalla grazia;

trae da se stessa i principi della propria evoluzione, trova in se stessa il segreto della sua genesi e riproduzione;

è orientata al raggiungimento di condizioni di vita soddisfacenti e ordinate.

La religione è il mondo della caritas, degli eterni precetti. Il cristiano = fidelis e il cittadino = uomo = civis appartengono a due sfere diverse.

Il civis è proiettato per natura a uno scambio sociale per appagare esigenze vitali

Il civis necessita di misure coattive fissate dalla lex

L’appartenenza alla città è conseguenza dell’esistenza dello stato.

Il fidelis è un prodotto della grazia, non della natura. Il fidelis ha una dimensione interiore che sfugge al potere della lex umana. Con la fede si entra nella cristianità o Sebbene sia scandaloso che l’autorità cada in mano a politici non toccati dalla grazia, “infedilitas non repugnat dominio”. E’ in linea con Aristotele: si può essere un buon cittadino sebbene non si abbiano quelle qualità per le quali un uomo è considerato buono.

Quindi: le qualità che fanno l’uomo buono e quelle che fanno il buon cittadino non sono le stesse. Il demoniaco esiste, in coloro che vivono mondanamente senza alcuna preoccupazione spirituale. L’individuo deve fare un compromesso tra il dedicarsi alla vita esteriore ed il dedicarsi alla vita interiore.

Tommaso d’Aquino e il superamento della teologia negativa ultima modifica: 2013-05-16T15:10:19+00:00 da admin
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