Il limite della non contrarietà dei riti al buon costume e La facoltà di professare liberamente la fede

Il limite della non contrarietà dei riti al buon costume

Art.19 → un solo limite interno e cioè che i riti non siano contrari al buon costume = determinato comportamento nella vita relazionale la cui inosservanza provoca la violazione del pudore sessuale, dignità sessuale e sentimento moral dei giovani. Comune senso del pudore che assicura una convivenza sociale conforme ai principi costituzionali inviolabili.

Art. 21 vieta mentre art.19 prevede controllo successivo del giudice per comminare sanzioni

La facoltà di professare liberamente la fede

Oltre alle facoltà espresse sono riconosciute delle facoltà implicite (professare l’ateismo, mutare appartenenza confessionale, costituire associazioni …)

Facoltà di mutare la propria appartenenza confessionale senza alcuna conseguenza di legge, anzi l’appartenenza obbligatoria è violazione dell’art.19, dev’esserci libera scelta. Questione sorta per appartenenza di diritto alle comunità israelitiche per tutti gli ebrei residenti nel loro territorio ma contrastava con art.2-3-18 e con principio di laicità. Diritto di recesso comporta anche la possibilità che i propri dati sensibili siano rettificati ma non cancellati.

Il limite della non contrarietà dei riti al buon costume e La facoltà di professare liberamente la fede ultima modifica: 2013-03-29T17:37:23+00:00 da admin
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