Art. 28 cod.nav. àil porto costituisce uno dei beni immobili che appartengono al demanio marittimo ed è assoggettato alla disciplina generale dettata per quella categoria di beni pubblici.
La ratio della demanialità del porto si individua nell’interesse a garantire i pubblici usi del mare e lo sviluppo dei traffici, anche a vantaggio dell’intera economia nazionale.
Stando ai pareri della dottrina, si definisce porto quel tratto di costa, i bacini ad esso pertinenti e le apposite strutture artificiali che, per la loro particolare conformazione, costituiscono aree tipicamente deputate all’approdo e alla sosta delle navi.
La nozione di porto è basata su due elementi:
- un elemento di natura spaziale la cui estensione è definita dalla conformazione geografica dei luoghi ovvero dagli interventi strutturali predisposti per l’occasione dall’uomo;
- un elemento funzionale relativo alla idoneità delle infrastrutture terrestri e marittime ad offrire approdo e sosta alle navi.
I porti marittimi nazionali si distinguono in 2 categorie:
categoria I: ne fanno parte i porti o le specifiche aree portuali finalizzati alla difesa militare internazionale e alla sicurezza dello Stato
categoria II: ne fanno parte i porti o le specifiche aree portuali di rilevanza economica internazionale, nazionale, regionale o interregionale.
I porti della II categoria si distinguono nuovamente in porti con funzione commerciale, industriale e petrolifera, di servizio passeggeri, di pesca, turistica e da diporto.
I “servizi portuali” sono le attività economiche che si svolgono in ambito portuale e che sono rivolte a consentire ai privati l’uso del porto.
Le tipologie di attività riconducibili alla categoria dei servizi portuali sono:
1. operazioni portuali; (pg 32)
2. servizi portuali stricti iuris;
3. servizi di interesse generale;
4. servizi tecnico nautici.