Storia del bicameralismo

Il Parlamento nasce in Inghilterra nel XIV secolo semplicemente allo scopo di porre le corporazioni professionali di fronte alla comunità dei nobili e del clero, la cui Camera di appartenenza, quella dei Lords, a poco a poco si pone in condizione di inferiorità rispetto alla Camera dei Comuni. Con la vittoria del Terzo Stato nella rivoluzione francese alla fine del XVIII secolo, il bicameralismo viene abolito per un breve periodo, dopo il quale viene nuovamente adottato, con l’introduzione accanto alla prima Camera di una seconda, detta Camera di riflessione . Contemporaneamente il bicameralismo, esportato nelle colonie inglesi, viene adottato dal nuovo Stato federale nascente (USA), con una funzione equilibratrice e coordinatrice che, in seguito, ritroviamo in tutto il mondo.

In Italia lo Statuto albertino prevedeva due Camere ela Costituente, scartando l’ipotesi della sinistra che ne prevedeva l’abolizione, tenne fermo il bicameralismo, con entrambe le Camere derivanti dall’elezione da parte del corpo elettorale, ma sul presupposto che il Senato rappresentasse le Regioni (art. 57). Perché tale bicameralismo funzionasse, tuttavia, era necessario che ci fosse una diversificazione nelle funzioni e nella composizione delle Camere. Mentre le funzioni, e i rispettivi sistemi elettorale, rimanevano piuttosto simili, la composizione rivelava alcune differenze:

  • il Senato è formato da 315 seggi, mentrela Camerada 630.
  • del Senato fanno parte gli ex-presidenti della Repubblica, senatori a vita di diritto, e altri cinque senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica.
  • il Senato ela Cameraprevedono età diverse sia per l’elettorato attivo che per quello passivo.
  • il Senato, eletto su base regionale invece che circoscrizionale, prevede appunto un premio di maggioranza che opera a livello regionale.
Storia del bicameralismo ultima modifica: 2012-09-11T12:50:42+00:00 da admin
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