Gli atti della cosiddetta funzione di controllo parlamentare.

Si tratta di atti tradizionalmente riportati alla funzione ispettiva o di controllo in senso lato.

Possono avere diverse funzioni:

  1. controllare la legalitĂ  di comportamento del governo e della pubblica amministrazione;
  2. verificare la corrispondenza dell’azione governativa all’indirizzo politico voluto dalla     maggioranza parlamentare;
  3. esprimere piĂą che un controllo una direttiva politica per l’azione governativa;
  4. esprimere con forma di legge un’autorizzazione o un’approvazione per specifici atti di governo.

Si tratta spesso di uno strumento giuridico di cui si avvalgono le forze di opposizione.

  1. Interrogazioni: sono semplici domande rivolte al Governo per avere informazioni su un oggetto determinato o per sapere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare a riguardo. L’interrogante può richiedere risposta scritta od orale e in quest’ultimo caso può replicare per dichiararsi o meno soddisfatto. Possono essere poste in aula o in commissione.
  2. Interpellanze: si tratta di domande rivolte per iscritto al Governo circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta in questioni di particolare rilievo e importanza generale. Ha facoltà di replica e qualora non sia soddisfatto può presentare una mozione per promuovere un dibattito.

 

Atti parlamentari d’indirizzo.

I regolamenti parlamentari prevedono degli atti che mirano ad indirizzare l’attività del Governo: la mozione, la risoluzione e l’ordine del giorno.

Le mozioni: può essere presentata da un Presidente di un gruppo parlamentare o da 109 parlamentari alla Camera e da 8 parlamentari al Senato. Il fine è quello di promuovere un dibattito nella camera su un determinato argomento ed una conseguente deliberazione a riguardo su questioni che incidono sull’attività del Governo.

Ancora distinto da esse troviamo la c.d. mozione di fiducia o di sfiducia regolate dall’ art. 94 Cost. Il governo deve avere la fiducia di entrambe le camere e ciascuna camera può accordare o revocare la fiducia con mozione motivata e votata per appello nominale.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione. Nella pratica qualora sia mancata la maggioranza si è sempre preferito da parte del governo presentare immediatamente le dimissioni al capo dello stato evitando il procedimento.

Le risoluzioni, secondo i regolamenti delle Camere, sono atti contenenti direttive politiche per il Governo votate normalmente in sede di commissione e si distinguono dalle mozioni per il fatto che non sono idonee a portare a un dibattito parlamentare, ma piuttosto lo seguono come conseguenza

 

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