La responsabilità del falso rappresentante

Il falso rappresentante è tenuto a risarcire il danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato, senza sua colpa, dell’efficacia del contratto o in generale dell’atto compiuto dal falso rappresentante.

La responsabilità del falso rappresentante non è responsabilità contrattuale, cioè responsabilità per l’inadempimento del contratto, in quanto, non contrae il nome proprio e non assume un impegno in ordine all’esecuzione del negozio.

La responsabilità del falso rappresentante consiste piuttosto nella lesione della libertà contrattuale del terzo.

Il rappresentante precisamente è responsabile in quanto, dolosamente o colposamente, si è avvalso di una legittimazione inesistente inducendo il terzo a compiere un negozio inefficace. Siamo quindi nel campo della responsabilità extracontrattuale, e più in particolare, nell’ambito della responsabilità precontrattuale. Per cui il risarcimento cui è tenuto il falso rappresentante non ha ad oggetto l’interesse positivo (cioè l’interesse che sarebbe stato soddisfatto dall’atto inefficace) bensì l’interesse negativo cioè l’interesse del terzo a non essere partecipe o destinatario di un atto inefficace.

La responsabilità del falso rappresentante presuppone che il terzo abbia confidato senza sua colpa nella legittimazione di tale soggetto. Precisamente il terzo è in colpa quando sia caduto in un errore inescusabile e cioè in un errore evitabile con la normale diligenza dell’esercizio dell’autonomia negoziale. In tal caso l’esclusione di responsabilità del falso rappresentante trova fondamento del principio della compensazione delle porte.

La responsabilità del falso rappresentante ultima modifica: 2012-10-25T18:17:34+00:00 da admin
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