Distinzione dell’ espromissione dalla delegazione e dall’ accollo

A parte l’elemento dell’assunzione del debito altrui, nel significato specificato, secondo CICALA le tre figure negoziali della delegazione, espromissione ed accollo, inserite unitariamente in un unico capo del titolo I sulle obbligazioni in generale, ham10 diversità funzionali e sono “fenomeni di assai diversa portata”. Occorre dunque esaminare tali differenze per comprenderne meglio le singole peculiarità.

Insufficienza della distinzione fondata sulla diversa composizione soggettiva

Parte della dottrina (CARPINO) si limita ad una distinzione dei tre istituti fondata sul solo elemento dei soggetti partecipanti al negozio. Questa teoria, secondo CICALA, oltre a non far comprendere il perché di tre figure negoziali distinte anziché di una singola, impedisce di dare rilievo ad un elemento fondamentale: l’interesse perseguito dall’assuntore (espromittente, delegato, accollato) nei confronti del debitore originario (espromesso, delegante, accollante), che può variare da elemento causale della fattispecie (nell’accollo) a momento meramente eventuale (nell’espromissione).

Secondo CICALA è inoltre improprio dire, come parte della dottrina (RODOTA’) fa, che i tre istituti sono strumenti giuridici diversi ma destinati al perseguimento di un medesimo risultato economico, alludendo all’assunzione del debito altrui, perché questo è (in genere) solo uno degli obbiettivi che l’assuntore si pone. Delegazione, espromissione ed accollo differiscono sia dal punto di vista funzionale che strutturale.

Primo elemento di differenziazione, secondo Cicala, va ravvisato nel grado di astrazione dal rapporto di provvista:

nella delegazione essa è parziale (alla base vi è comunque un iussum causalmente riconducibile al rapporto tra assuntore e debitore);

nell’ espromissione l’astrazione è totale (il debitore originario non è parte del contratto di espromissione);

nell’ accollo l’astrazione non può sussistere (esso nasce infatti come accordo tra debitore originari o ed assuntore).

 

Delegazione ed accollo come schemi generali; espromissione come negozio ad hoc per l’assunzione del debito altrui

Secondo CICALA gli strumenti negoziali della delegazione e dell’accollo, previsti e regolati da codice civile rispettivamente agli artt. 1268-1271 e 1273, sono applicazioni di schemi generali:

la delegazione è applicazione dello schema generale, indicato anch’esso con il termine “delegazione”, che tuttavia non trova una apposita disciplina nel codice civile;

l’accollo invece costituisce un’ applicazione dello schema generale identificato come “stipulazione a favore di terzo” e regolato dagli artt. 1411-1413 c.c.

Pertanto, mentre non varia il profilo causale né tantomeno la struttura essenziale dei due schemi negoziali, può variare il contenuto dell’attribuzione: ad esempio con il contratto a favore di un terzo si può sia trasferire un diritto (di credito o reale) sia trasferire un diritto (di credito, reale), sia costituire un’obbligazione nei suoi confronti a carico di un terzo (accollane o delegato), sia infine, l’assunzione di un debito altrui a carico dei terzi stessi.

Da ciò si evince che nel caso di delegazione ed accollo l’assunzione del debito altrui può essere una delle tante funzioni che si possono conseguire con questi strumenti negoziali, mentre al contrario, se si utilizza lo strumento dell’espromissione, l’unico fine che si vuole perseguire è l’assunzione del debito altrui.

Distinzione dell’ espromissione dalla delegazione e dall’ accollo ultima modifica: 2014-05-16T19:34:44+00:00 da admin
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