Definendo funzioni finali (funzioni di regolazione e di prestazione) quelle attività il cui obiettivo corrisponde in modo diretto ai fini stessi delle amministrazioni pubbliche, si possono ritenere strumentali le attività il cui obiettivo diretto è invece quello di rendere possibile le attività finali, o anche soltanto altre attività strumentali. Esse, quindi, rappresentano attività per le quali il principio della funzionalizzazione alle finalità pubbliche è soltanto indiretto.

Si possono ricondurre alle funzioni strumentali le attività consistenti nella provvista (acquisizione della disponibilità) e nell’utilizzazione (gestione):

  1. del personale;
  2. dei mezzi materiali mediante i quali le attività finali possono essere concretamente svolte. Tali mezzi possono essere classificati in due categorie:

a) beni e servizi;

b) denaro.

 Beni e servizi

 Acquisizione di beni e servizi (contratti)

Le amministrazioni pubbliche possono usare tutti i poteri giuridici di cui dispongono gli altri soggetti dell’ordinamento, nei limiti in cui ciò non risulti in contrasto con le norme ed i principi che ad essi si riferiscono specificatamente. Gli strumenti giuridici principali utilizzati dalle pubbliche amministrazioni per acquistare beni e servizi, quindi, sono i contratti di diritto comune:

  • tipici (es. compravendita, locazione);
  • atipici (es. leasing): il limite di tipicità, infatti, vale soltanto per gli atti amministrativi autoritativi.

I contratti utilizzati, comunque, sono soltanto alcuni, come i c.d. contratti di economato, fatti per sopperire alle minute esigenze quotidiane e normalmente previsti da regolamenti delle amministrazioni che stabiliscono come possono farsi le spese relative (es. acquisto di materiali di cancelleria).

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