Scoperta dei sistemi di common law da parte della dottrina penalistica inglese

Il ritrovato interesse comparatistico ha recentemente condotto l’attenzione della dottrina italiana sui sistemi di common law, costituiti non soltanto da Regno Unito e Stati Uniti, ma anche da Canada o Australia, solo per citare qualche esempio. Si è così cominciato a colmare un vuoto praticamente assoluto, dovuto a due cause storiche e ad altri motivi ulteriori:

  • la tradizionale abitudine a trovare riferimenti prioritari nella cultura giuridica tedesca: con la Germania, infatti, è avvenuto uno scambio molto fitto a livello teorico e scientifico, che con un andamento in parte altalenante ha fatto parlare di <<sudditanza>>;
  • l’assenza di testi legislativi organici quali i codici;
  • la maggiore conoscenza del tedesco piuttosto che delle lingue appartenenti all’area dei paesi di common law (scuola penalistica di Friburgo);
  • la percezione che negli ordinamenti anglosassoni le fonti in materia penale continuino a nascondere mille insidie, ad esempio in punto di rilevanza di una fonte rispetto ad un’altra;
  • la difficoltà di capire come scelte legislative talvolta spregiudicate possano maturare in un enviroment giuridico conservatore (es. collegamento tra diritto penale e morale);
  • la tendenza angloamericana a tenere separate le materie sostanziali da quelle processuali.

 Non possiamo tuttavia dire che il sistema inglese non abbia partecipato all’esperienza illuministica: la dottrina inglese di Hobbes, infatti, ha gettato le base del <<positivismo giuridico>>, ossia la convinzione che il diritto vada separato dalla morale. Sull’incompleta secolarizzazione del diritto anglosassone hanno influito una serie di fattori:

  • la mancata unificazione del potere statale nella figura del sovrano, e quindi l’impossibilità di dare attuazione all’accentramento delle fonti;
  • la forza politica del giusnaturalismo, incardinatosi negli apologeti della common law e la parallela e complementare debolezza del positivismo giuridico;
  • il passaggio della competenza per molti illeciti a sfondo morale e religioso dalle corti ecclesiastiche alle corti di common law;
  • lo sviluppo dell’equity, riconducibile alla coscienza morale del Lord Cancelliere e all’attività delle corti regie.

Le cause della limitata secolarizzazione del diritto penale inglese, comunque, vanno probabilmente ricercate anche nelle peculiarità del rapporto funzionale tra diritto e processo tipico di quegli ordinamenti: un sistema intriso di valori etici, infatti, ben si concilia, ad esempio, con la presenza della giuria o con la discrezionalità dell’azione penale.

 Tale situazione, come detto, è notevolmente mutata con l’emergere di un diffuso interesse per il diritto e per la dottrina di area angloamericana: a poco a poco, infatti, si è fatta strada l’idea che il ricorso alla comparazione possa offrire ben più che un limitato strumento per effettuare utili digressioni nello studio di singoli istituti.

Scoperta dei sistemi di common law da parte della dottrina penalistica inglese ultima modifica: 2012-11-30T20:42:06+00:00 da admin
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