Democrazia Popolare in Jugoslavia

Ha caratteristiche peculiari, in particolare per il ruolo delle forze comuniste guidate da Tito nella resistenza. Nelle elezioni del 1945 Tito ottiene il 90% dei suffragi. Nel 1946 c’è la prima costituzione socialista che prende come modello la costituzione dell’URSS del 1936 introducendo un modello federale. Ci sarà il riconoscimento delle Repubbliche. Nel 1948 si consuma la rottura con l’URSS stalinista, Tito contesta l’interpretazione stalinista dell’esperienza socialista e vengono espulsi dal Cominform e si comincia un percorso autonomo al socialismo, simbolicamente il partito viene nominato Lega dei comunisti e si sviluppa l’idea dell’autogestione con consigli in tutte le fabbriche e poi verrà applicato a tutti gli ambiti (istruzione ecc..) dal 1946 in poi ci sarà l’adozione di diverse costituzioni con la logica della costituzione bilancio, fino al 1974 che sarà l’ultima costituzione fino alla dissoluzione (aveva più di 400 articoli). Tito morirà nel 1980. alla fine si arriverà ad una secessione delle varie repubbliche che sono SERBIA, CROAZIA, SLOVENIA, MACEDONIA, MONTENEGRO, e BOSNIA-HERZEGOVINA.

In realtà all’interno della Serbia due province autonome Vojvodina (min. ungherese) e Kossovo (min. albanese).

Questa struttura è oggetto di forti critiche. La dottrina serba diceva che era una natura quasi confederale,  con la caratteristica che la dissoluzione avverrà in modo armato. È simile a quello sovietico nel senso che si cerca di modificare la costituzione federale per garantire la continuità del sistema, ma nello stesso tempo le singole repubbliche avvieranno dei processi autonomi. Questi processi che si avviano nelle singole repubbliche sono mossi da logiche diverse: la Serbia avrebbe voluto mantenere la federazione, poi aveva riproposto l’idea della cosiddetta Grande Serbia recuperando territori dove c’erano i serbi (Bosnia, Croazia). Milosevic verrà eletto presidente della Lega dei Comunisti serbi.

La Slovenia è molto più avanzata, guarda all’Europa, anche la lega dei comunisti capeggiata da Kučan.

La Croazia inizialmente era la forza più equilibrata, in realtà poi di fronte all’emergere delle spinte nazionalistiche serbe anche la Croazia recupererà una retorica nazionalistica. Tudjman fu il primo presidente ella Croazia (dal 1990 al 1999).

Ci saranno delle transizioni tra Serbia e Croazia, e a loro volte rivendicavano territori sulla Bosnia che era la realtà più complessa e articolata (min serba, croata e mussulmana) si pensò persino di smembrarla ma fu fondamentale il ruolo del Presidente Izetbegovic.

A livello federale …

Da un lato abbiamo anche qui i tentativi di modificare la costituzione.

A livello federale nel 1988 si modifica la costituzione federale per accogliere la proprietà privata, per favorire investimenti stranieri, per limitare i poteri degli organi di autogestione.

Ulteriore riforma nel 1990 in cui si cerca di rafforzare i diritti dei cittadini. Si garantisce il pluralismo politico per permetter un nuovo rapporto con la società civile. Nello stesso periodo abbiamo con evidenza l’avvio del processo di distacco delle Repubbliche.

Nel gennaio del 1990, c’è un congresso della lega dei comunisti delle varie Repubbliche, e i delegati sloveni abbandonano il congresso seguiti dai delegati croati nel momento in cui non venivano accolte determinate richieste (chiedevano l’abbandono dei dogmi comunisti). Sono proprio le mire autonomistiche di Slovenia e Croazia che danno avvio a questo processo. Secessione e dissoluzione della federazione.  Ci saranno dei conflitti armati molto violenti.

Secondo aspetto: queste transizioni vedono un forte intervento internazionale attraverso il coinvolgimento del Consiglio d’Europa, c’è anche un intervento diretto nella scrittura costituzioni con l’estremo che la costituzione della Bosnia sarà un allegato del Trattato di Pace. L’obiettivo oggi è l’ingresso nell’Unione Europea che richiede la cosiddetta  condizione democratica. Sul piano costituzionale siamo di fronte ad un laboratorio costituzionale. Si può parlare di cicli costituzionali nel senso che alcuni paesi nell’arco di 20 anni ci sono stati 3 cicli costituzionali con soluzioni anche particolari.

  1. Un primo ciclo costituzionale che si verifica nell’immediatezza della transizione. Tra il 1990 e il 1992 tutti i paesi dell’area adottano nuove costituzioni che accolgono il modello del costituzionalismo di derivazione liberale. Questo primo ciclo apre anche la fase più complessa (del conflitto) nella quale vien adottata nel 1995 la costituzione della Bosnia Erzegovina.

SLOVENIA:

il caso in cui la transizione è avvenuta in maniera più lineare. Nell’aprile del 1990 elezioni multipartitiche, una dichiarazione di sovranità da parte del parlamento ed infine nuova costituzione. La costituzione è un progetto condiviso con la società civile.

SERBIA:

Serbia e Montenegro scelgono di mantenere uno stato federale. La Serbia adotterà nel settembre del 1990 la sua costituzione che supera l’esperienza socialista, ma è stata scritta da un parlamento ancora comunista. Era una scelta di facciata.

Nel 1992 approvano la costituzione federale e anche il Montenegro adotta la propria costituzione nazionale. In realtà la ratio era l’alleanza tra Milosevic e il leader dei comunisti monte negri (Bulatovic). Si autodichiarano i successori della EX JUGOSLAVIA sul piano internazionale.

CROAZIA e MACEDONIA:

      Adottano nel 1991 nuove costituzioni per evitare di essere assoggettati alla Serbia.

BOSNIA ERZEGOVINA:

Viene sollecitata dalla comunità internazionale sullo svolgimento di un referendum sulla indipendenza. Ci sarà un conflitto con le minoranze interne (croate, serbe…) si aprirà un conflitto che si risolverà solo nel 1995 con un intervento armato esterno con gli accordi di Dayton (USA)

  1. Il secondo ciclo all’inizio del 2000 dove si verificano 2 eventi importanti: crollo di Milosevic in Serbia e la morte di Tudjman in Croazia. C’è la revisione di alcune costituzioni dei primi anni e 90 e l’adozione della carta che crea l’unione di Serbia e Montenegro.

La strada è diversa per i singoli paesi.

SLOVENIA:

Adotta delle revisioni, clausola europea in costituzione, arricchirà il catalogo dei diritti perché sta entrando in UE.

CROAZIA:

Dopo la morte di Tito eliminerà i poteri più autoritari del Presidente, con aggiustamenti della forma di governo. Ci sono due casi in cui le riforme costituzionali sono concordate con la Comunità Internazionale per evitare nuove crisi (sarà così in Macedonia (nel 2001 frutto di accordi sottoscritti grazie alla mediazione dell’UE e NATO per evitare uno scontro con la minoranza albanese).

Creazione UNIONE SERBIA E MONTENEGRO nel 2003 grazie all’azione dell’ALTO RAPPRESENTANTE DELLA PESC UE. Era possibile la possibilità di recesso dopo 3 anni e in effetti nel 2006 il Montenegro si staccherà.

  1. Il terzo ciclo costituzionale che riguarda gli anni più recenti dopo lo scioglimento nel 2006 dell’unione di Serbia – Montenegro.

Nuova costituzione in Serbia (2006) e Montenegro (2007) con delle procedure molto articolate con il controllo del Consiglio D’Europa.

Nel 2008 c’è una costituzione del Kossovo con la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Prima era una provincia autonoma ma dal 1999 c’era un’amministrazione militare della NATO.  Anche la Bosnia tenta di approvare una nuova costituzione ma non ci riuscirà.

Democrazia Popolare in Jugoslavia ultima modifica: 2014-02-26T20:07:41+00:00 da admin
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