Le radici della giustizia costituzionale si trovano negli Stati Uniti, in un terreno istituzionale che combina, ai fini della difesa delle libertà fondamentali, il principio di separazione dei poteri, espressione del pluralismo sociale, e una forte presenza del potere giudiziario. La teoria della supremazia della Costituzione e il conseguente controllo giurisdizionale delle leggi trovarono quindi terreno fertile, consacrandosi con la sentenza Marbury vs. Madison del 1803, emanata dallo Chief Justice Marshall. Il concetto di giustizia costituzionale approda in Europa solo tra le due guerre mondiali, con la Corte costituzionale cecoslovacca (1920) e l’Alta corte costituzionale austriaca (1920), ma con scelte diverse: l’Europa, infatti, risulta condizionata dall’esperienza legalista francese, che vede nella legge l’espressione della supremazia parlamentare e diffida della possibilità di affidare ai giudici comuni controversie caratterizzate da forti connotazioni politiche. Si ricerca quindi un giudice specializzato, dal momento che l’aspetto prevalente non è tanto quello della difesa delle libertà, ma il controllo sul potere politico parlamentare di un organo a ciò destinato. Si passa quindi da un sistema diffuso, proprio del contesto americano, ad un sistema accentrato, più coerente con la concezione giuridica continentale:

  • sistema diffuso americano: dal momento che qualsiasi giudice può svolgere un controllo di costituzionalità, il rispetto del principio di separazione dei poteri comporta la disapplicazione della legge nel caso concreto e non il suo annullamento;
  • sistema accentrato europeo: si privilegia il legislatore, in quanto il controllo di costituzionalità viene affidato ad un organo specializzato contrapposto al Parlamento e differenziato dal potere giurisdizionale comune, cui viene conferito il potere di annullare con effetti generali le leggi ritenute incostituzionali. Dopo il secondo conflitto mondiale, peraltro, questo sistema trova diffusione in tutta Europa (es. Corte Costituzionale italiana (1948), funzionante dal 1956, Bunderverfassungsgericht).

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