La tecnica del pleading

Il sistema dei writs deve essere collocato nel contesto del processo. Il procedimento dei writs in forma trespass prevedeva una scissione tra accertamento del fatto storico accaduto, demandato a una giuria, e sussunzione del fatto così come accertato dalla giuria nella formula del writ invocato dall’attore, attività riservata ai giudici. La scissione tra fatto e diritto richiede una cucitura. Il nesso tra le due fasi è stato assicurato dal meccanismo del pleading: l’attore racconta il fatto, in armonia con il tipo di rimedio adottato, l’avvocato dell’attore esponeva i fatti nella narratio (count), si creava una contraddizione tra le parti così da porre la domanda alla giuria: si o no (la giuria era composta di semplici cittadini, la domanda doveva essere semplice). Il convenuto replicava e poteva scegliere tra 4 possibilità:

negare (general traverse) → si creava la contraddizione e il caso veniva sottoposto alla giuria con produzione di prove

ammettere → possibilità con due volti: si ammetteva e non si disputava attorno alla rilevanza dei fatti (lite perduta) oppure si ammettevano i fatti ma si disputava sulla loro rilevanza giuridica (demurrer) → non vi era sottoposizione alla giuria ma la decisione spettava al giudice

ammettere alcuni fatti e negarne altri (special traverse) → solo i fatti contestati posti alla giuria

ammettere i fatti narrati dall’attore ma aggiungerne altri (confession and avoidance) → tentativo di svuotare l’esposizione dell’attore del suo significato giuridico. In questo caso la parola tornava all’attore che poteva ammettere o negare con relative conseguenze.

Il pleading richiede un alto grado di tatticismo e quindi era necessari farsi assistere da avvocati esperti.

La tecnica del pleading ultima modifica: 2013-05-31T23:39:59+00:00 da admin
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